Il Prof G.E Valori Spiega Le Politiche Economiche Internazionali Cinesi

D’ora in poi, la Cina sfiderà esplicitamente il “petrodollaro” per costituire il suo petroyuan, con un primo investimento prevedibile, da parte del governo di Pechino, che avverrà sulla vendita del 5% della Saudi Aramco.

Se i sauditi non accettassero almeno una gran parte dei pagamenti cinesi in yuan, potrebbero veder diminuire, per ricatto, una quota essenziale del loro export petrolifero, senza contare che, anche per quanto riguarda la Saudi Aramco, sono i fondi sovrani e le società pubbliche cinesi ad avere, come si suol dire, “le tasche più profonde” di molti probabili compratori occidentali.

E Trump sta facendo di tutto per far arrivare la IPO di Saudi Aramco in mani americane. Ma non è affatto detto che ci riesca, Mohammed bin Salman non è, malgrado tutto, l’erede del vecchio bilateralismo saudita nei confronti degli Usa.

In ogni caso, i finanzieri cinesi si stanno preparando a lanciare sul mercato, nei prossimi mesi, un future sul petrolio denominato in yuan e convertibile in oro.
Un titolo, dicono le fonti di Pechino, che sarà aperto ai fondi di investimento stranieri e alle varie imprese petrolifere.

Se, quindi, si evita progressivamente l’utilizzo del dollaro, diviene allora possibile, anche per Russia e Iran, per esempio, bypassare le sanzioni comminate da Usa, Ue e Onu e rientrare pienamente, proprio attraverso lo yuan, nel mercato petrolifero e finanziario globale.

Peraltro, l’operazione petroyuan” si sta espandendo rapidamente all’Africa.

E’ infatti recentissima la notizia della definizione di un currency swap tra Cina e Nigeria, della durata di tre anni, per un valore di oltre 2,5 miliardi di yuan.

E’ ovvio che, anche in questo caso, non vi è bisogno, per nessuno dei due contraenti, di acquistare valuta nordamericana per gli scambi, mentre la Nigeria è oggi il maggior partner commerciale della Cina in Africa e Pechino è ormai il maggiore investitore estero in Nigeria.

Il tutto accade, a Abuja, con un export africano verso la Cina che è soprattutto in petrolio e materie prime, esattamente quello che serve per mantenere alto il tasso di sviluppo (e il tasso di cambio dello yuan) dell’Impero di Mezzo”.”

Analisi Completa

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