Trump Riconosce Gerusalemme Capitale di Israele. “Apriti Cielo!”

Parlare di Medio Oriente e’ sempre complesso, parlare del conflitto Israelo-Palestinese e’ peggio.

Stando al piano di ripartizione dell’ONU del 1947 Gerusalemme dovrebbe essere città’ aperta. De Facto non lo è’ più’ da molti anni, questa è’ la conseguenza di due guerre; quella del 1948 e  la Guerra dei Sei Giorni. Dal cessate firmato nel palazzo di vetro di New York nel 1967 Gerusalemme e’ sotto il controllo del governo Israeliano.

Trump e’ stato il primo Presidente al mondo a riconoscere allo stato di Israele la sovranità della Intera Città’ di Gerusalemme. Creando un precedente storico su cui basare la legge internazionale d’ora in poi. Deplorevole o meno, Trump ha preso una decisione che veniva rimandata ogni 6 mesi da oltre 20 anni. Dalla presidenza Clinton per essere precisi. Si potrebbe dire che ha chiuso un ciclo aperto molti anni fa mai portato a termine per paura di ripercussioni(terroristiche) contro gli Stati Uniti.

“conceded that the move could be put off for six months at a time as long as the President “determines and reports to Congress in advance that such suspension is necessary to protect the national security interests of the United States.” ( http://time.com/5049019/jerusalem-embassy-history/ )

Il mondo sembra essere in generale molto contrariato da questa decisione, ma fino ad oggi, nessuno sembrava troppo interessato ad aiutare i palestinesi nella loro causa. Quello che tutti, partendo dal Presidente Macron non capiscono sembrerebbe essere il funzionamento della legge Internazionale. Lasciando che Israele faccia valere la sua giurisdizione in modo giornaliero sull’Intera Città’ di Gerusalemme fa si che si crei di per sé’ un precedente inconfutabile per la legge internazionale, avendo Israele avuto De Facto la giurisdizione/sovranità’ su tutta Gerusalemme dal 1967 ed avendola esercitata senza interruzione, era solo una questione di tempo e di riconoscimento da parte di terzi della loro effettiva sovranità’ sul territorio.

 

La risposta Palestinese, si potrebbe definire tipica, ovvero: non riconoscere coloro che non gli danno ragione. Infatti Abbas ha dichiarato che non solo non riconosce la decisione del Governo Statunitense, ma d’ora in poi, rifiuterà ogni tentativo di mediazione sottoposto a lui dalle controparti USA. Continua il discorso richiedendo una mediazione da parte dell’ONU, quella stessa ONU che riconosce la santità’ di certi luoghi solo per certe religioni e non per altre(https://www.theguardian.com/world/2016/oct/26/unesco-adopts-controversial-resolution-on-jerusalem-holy-sites-israel ).

La decisione di Abbas di non accettare il governo Statunitense come mediatore nella regione non potrà’ mai concretizzarsi. Prima di tutto per un motivo di alleanze regionali. Il Governo Statunitense e’ il principale alleato di Israele e come tale ogni azione Israeliana deve essere prima approvata da Washington(Ricordare la Crisi di Suez), questo legame tra USA e Israele fa si che non si possa escludere una delle due parti dalle trattative. Secondariamente perché’ il governo Statunitense e’ un membro ONU perciò’ anche tramite quella piattaforma sarebbe difficile ignorare un attore come gli USA.

Gli USA sono simili alla polizia, pochi li amano, ma nessuno ci vuole/puo vivere senza.

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